La storia di Antonio Mezzacasa raccontata dalla nipote Fiorella Mezzacasa

Mio nonno, Antonio Mezzacasa, era originario di La Valle Agordina. Era nato nel 1894 e, dopo aver combattuto la grande guerra, come molti conterranei, lasciò le valli bellunesi in cerca di lavoro, ma il suo destino prese una piega particolare: in Toscana non finì subito in miniera, ma venne assunto come falegname e autista di fiducia presso la storica famiglia dei conti Grottanelli nella loro tenuta del Belagaio vicino Torniella in provincia di Siena.
Proprio a servizio dei conti, mio nonno conobbe quella che sarebbe diventata mia nonna la quale si chiamava Villerina Gentili. La nonna era nata nel 1899 e fu accolta dai conti Grottanelli quando era quasi una bambina, in famiglia erano 11 tra fratelli e sorelle, poverissimi. Crebbe al Belagaio e col tempo sotto la guida della contessa divenne una bravissima cuoca, fattoressa e cavallerizza.
Quando la loro relazione venne alla luce, il Conte prese una decisione d’altri tempi: decretò che si sarebbero sposati, ma che avrebbero dovuto lasciare la tenuta alla nascita del primo figlio. E così fu. Dopo la nascita del primogenito Rino, nato nel 1927, la famiglia Grottanelli, tuttavia, dimostrò profonda stima per loro: diede loro in dote mobili, abiti, suppellettili, alcuni gioielli d’oro personali della Contessa e, soprattutto, un camion a gassogeno, strumento che cambiò la loro vita. Con quel mezzo, mio nonno si trasferì con la famiglia in una frazione delle Colline Metallifere, dove già risiedevano altri parenti veneti. Lì si mise in proprio come autotrasportatore, lavorando per le miniere dell’Isola d’Elba. Ben presto, grazie alla sua tenacia, tutta la famiglia si trasferì stabilmente in Toscana; mio nonno si fece costruire una casa tutta sua e lì nacque, nel 1940, il loro secondo figlio di nome Renzo.
Oggi mia nonna, mio nonno, mio babbo (che era quel primo figlio) e mio zio sono scomparsi. I miei cugini sono troppo giovani per ricordare, e io sono rimasta l’ultima custode vivente di questa memoria.
Sono sempre stata immensamente orgogliosa dei miei nonni veneti: persone dotate di un’intelligenza pratica rara per quei tempi, capaci di fare qualsiasi cosa con le proprie mani.
Mio nonno era un uomo dal carattere burbero ma buono, stimato da tutta la comunità per le sue capacità.
Affido queste foto e questa storia al vostro Museo, affinché il ricordo del loro coraggio e del legame indissolubile tra il Bellunese e la Toscana resti vivo per sempre.
(Foto e testo gentilmente concessi da Fiorella Mezzacasa)

Altre foto disponibili:
Il nonno (il primo da sinistra) nella tenuta del Belagaio con il conte Grottanelli e il camion – clicca QUI
Il nonno e la nonna il giorno del loro matrimonio – clicca QUI
Il matrimonio dei nonni nella chiesina della tenuta dei conti Grottanelli – clicca QUI
Tutta la famiglia (Vincenzo e Maria con i loro figli) in Toscana (il nonno è il secondo da sinistra) – clicca QUI
Il nonno e la nonna davanti al garage della loro casa con il loro primo figlio – clicca QUI
Il nonno alla guida di un’auto del conte – clicca QUI