Lettera al fratello scritta da Ferdinando Da Ronco, emigrato da Vigo di Cadore negli Stati Uniti per lavorare in miniera.
(Per gentile concessione della famiglia Nicolai)

Questo il testo:

«Carissimo fratello!
1909.
Hurley 18 luglio
Con molto piacere, dalla lettera che ricevemmo, intesi l’ottimo stato di vostra salute, e così è di mé e Polonio* ora presente.
E giacché di qui altre argomentazioni non saprei sceglierti fuori, ti dirò che il tempo fa bello ed anche caldo. La prospettiva poi, non è altrettanto nel mondo del lavoro. La crisi non s’è ancora guarita, e le ferite che ha lasciato (Dio nol volesse) non lasciano a sperare una pronta guarigione. Il mercato del ferro si mantiene anche abbastanza elevato, ma o perché i compratori sono pochi, per bilanciare in modo abbastanza soddisfacente lo smercio e la produzione, o per colpa delle tariffe doganali, ancor ora dopo tre mesi di discussione, in via di terminarei alla Camera di Wasghinton, il positivo si è che il ferro estratto dalle miniere l’inverno decorso, e ancor quasi tutto ammocchiato presso i pozzi delle stesse. Quanto è incomprensibile questa America dove si sentono i commenti i più dispariti, senza il minimo bagliore di positivo, e dove due o tre spadroneggiano come tanti despoti!… Basta; è che per adesso sarebbe fare un salto nell’ignoto, ad attirare qui operai in cerca di lavoro che già troppi ne sono qui colle braccia incrociate. Cambio, ed è vero che in Cadore sono in corso grandi lavori? Cosa fanno? Ma quella benedetta ferrovia dorme i suoi sonni tranquilli (forse con un po’ di polvere sopra) negli archivi dello Stato?
Dimmi qualche novità di quei paesi. Ho letto che a Pieve si fece una bella festa per l’inaugurazione del monumento a Calvi ed è riuscita bene? Tanti saluti a Pierin e digli che senti che ora scriverò.
Saluti speciali al Cella e chi domanda di noi. Se t’occorre qualcosa scrivi che procurerò di appagarti.
Ed ora io vorrei avere l’indirizzo di Chechin e procura di farmelo avere quando mi scrivi. Un’altra cosa ancora. E la fotografia di voi tutti non si potrebbe ottenere? Noi v’abbiamo accontentati e credp che per una scappata in Auronzo non costi tanto. Alla madre poi, oltre a quello che fa in compagnia, vorrei ne facesse uno da parte, per qui farlo riprodurre in grande formato che costa poco. Ci spedirete poi una copia per uno, non e vero? Lo farete; spero. Tanti saluti a tutti, un bacio alla nipotina ed a tè una stretta di mano dall’indimenticabile fratello Nando».

*Il fratello, Apollonio.

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