Cos'è Aletheia?

Conservare la memoria della grande epopea migratoria bellunese, trasmetterne la conoscenza e valorizzarne gli aspetti più significativi. Sono questi gli obiettivi che si pone il Centro studi sulle migrazioni “Aletheia”, un progetto dell'Associazione Bellunesi nel Mondo realizzato grazie al supporto economico della Fondazione Cariverona. In altre parole, archiviare, digitalizzare e divulgare: le tre azioni guida che sintetizzano il mondo “Aletheia”, per andare a “svelare” un fenomeno che per più di un secolo ha segnato nel profondo un territorio e i suoi abitanti. Raccogliendo dati, testimonianze, racconti di vita, fotografie, lettere e documenti da diffondere tramite il web, e rendendo accessibile e alla portata di un click il grande patrimonio materiale e immateriale che la storia della nostra emigrazione ha lasciato dietro di sé, sparso in giro per le case e per le famiglie del bellunese.

21 Gennaio 2022

Da Genova si va, verso Garibaldi!

Porto di Genova, 1885. Fu in quel luogo e in quell’anno che cominciò la storia d’emigrazione dei miei bisnonni, Giacomo Crestani e Maria Luigia Lorenzini. Partirono con il Vapore “Bormida” assieme ai tre figli: Maria Chiara, di otto anni, Francesco, di sei, e Giuseppe, di cinque. Destinazione Brasile. Giunsero a Rio de Janeiro il 9 dicembre, dopodiché presero la via fluviale per il Rio Grande do Sul, passando per le città di Porto Alegre e Montenegro.

14 Gennaio 2022

Un esempio di intraprendenza e religiosità

Ad Ana Rech era conosciuto come Pedro Boff, ma quasi tutti lo chiamavano col suo soprannome: Piero “Taliàn”. Nato in Valle di Seren del Grappa il 2 aprile 1900, figlio di Antonio e Domenica Turra, Pietro Bof arrivò nel Rio Grande do Sul nel 1926, in un’epoca in cui il grande esodo dei contadini veneti era già terminato da tempo.

7 Gennaio 2022

L’amante

Quello del seggiolaio, si sa, è un lavoro da girovago. Un mestiere in continuo movimento, a inseguire gli affari ovunque ce ne sia l’occasione, dalla campagna più remota ai piccoli e grandi centri città. Inspiegabilmente, però, da parecchio tempo un seggiolaio sostava nella piazza di un paesino, costringendo i suoi due apprendisti, i gaburi, a estenuanti pedalate per raggiungere i villaggi limitrofi dai quali far ritorno carichi di sedie.

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