In memoria di Antonio D’Incau

di Marta Mazzucato Emidi

Mai come quest’anno, nel programmare le mie vacanze a Zorzoi, ho sentito il desiderio di trovare una collocazione nel territorio di Sovramonte – al fine di evitare che le stesse possano essere dimenticate o addirittura smarrite – di alcune lettere inviate dall’America tra il 1910 e il 1918 da mio nonno Antonio D’Incau, morto sotto il crollo di una miniera di carbone. 

Sono lettere inviate soprattutto alla sorella che si prendeva cura della figlioletta orfana di madre dall’età di quattro anni. Quella bambina diventerà poi mia madre.

A Sovramonte non esiste una struttura idonea a tale scopo, ma con mia grande sorpresa ho scoperto che a Belluno esiste l’Associazione Bellunesi nel Mondo, che da oltre cinquanta anni raccoglie documenti, fotografie, lettere di emigranti, in una sede con un Centro studi sull’emigrazione denominato “Aletheia”, dotato di archivio, biblioteca, sala proiezioni e la pubblicazione di una rivista mensile “Bellunesi nel mondo”, diffusa in molti paesi, con lo scopo di mantenere vivi sia la memoria del passato sia il legame con i futuri discendenti.

Molto interessato alla conservazione e al recupero di tali documenti, vivace promotore di iniziative volte alla diffusione della memoria, il direttore dell’Associazione, Marco Crepaz, è venuto a Zorzoi per la prima volta. Mi ha fatto conoscere il presidente dell’Abm di Roma, Vittoriano Speranza, bellunese, figlio di emigranti. Anche lui per la prima volta ha visitato Zorzoi in una bella domenica di agosto, godendo di un panorama spettacolare dalla chiesa di San Zenone, con la famiglia.

Mi sono iscritta all’Associazione, ho accolto con entusiasmo la notizia di una probabile, futura istituzione di una sede sull’emigrazione a Sovramonte. Ho la speranza che molti sovramontini possano, un giorno, affidare al museo (il MiM Belluno) foto, lettere dei loro cari, destinate forse all’oblio.

Quale migliore riconoscenza, per una vita di fatiche e di rinunce, che tramandare alla memoria futura il ricordo di tanti sacrifici?

Ma il fatto più straordinario della mia permanenza a Zorzoi è stata la conoscenza casuale di Michela Zannini, una feltrina trasferitasi a Boston, che mi ha aiutato a scoprire il luogo di sepoltura del nonno, il quale, dopo la morte, sembrava sparito nel nulla. Per anni ho cercato sue notizie ma, a causa soprattutto della diversa trascrizione del suo nome e cognome (in alcuni documenti, ad esempio, appare Antoney D’Inko), ogni ricerca risultava vana.

Non so se tutta questa serie di scoperte sia casuale ma, in alcuni momenti, ho avuto la sensazione che fosse lo spirito del nonno a guidare questo percorso.

Grazie alla passione di Michela, impegnata a ricostruire la storia dei suoi antenati, i Dalla Valle, originari di Zorzoi (alcuni dei quali emigrati in America), abbiamo scoperto che Costanza Dalla Valle, nella seconda metà dell’Ottocento sposò Cirillo D’Incau, padre di Antonio, mio nonno. Due vecchie lapidi sul muro di cinta del dismesso cimitero della chiesa di San Zenone a Zorzoi ne testimoniano ancora il ricordo.

Da questo matrimonio potrebbe derivare, forse, il passaggio di proprietà del cosiddetto palazzo Dalla Valle alla famiglia D’Incau.

Abbiamo recuperato gli elenchi degli emigranti imbarcati dal 1910 al 1918 dal porto francese di Le Havre e sbarcati a New York, tra cui molti sovramontini, compreso il nonno.

Fortuna vuole che Michela abbia una cugina vissuta a New Derry, località mineraria della Pennsylvania, dove lavorarono i nostri emigranti. Dai registri della locale chiesa di San Martino, risultano i nominativi dei minatori morti sotto il crollo della miniera nel 1918, sepolti nel cimitero adiacente. Abbiamo recuperato anche il certificato di morte del nonno.

Non so se tutta questa serie di scoperte sia casuale ma, in alcuni momenti, ho avuto la sensazione che fosse lo spirito del nonno a guidare questo percorso. Da poco avevo trovato l’unica sua fotografia e inserito nelle mie preghiere la sua anima, sicuramente dimenticata da tutti e, ancora oggi, mi chiedo se proprio lui abbia voluto far rinascere la sua memoria, ricostruendo un legame con i suoi cari, attraverso la scoperta del luogo della sua sepoltura, che anche l’oceano aveva contribuito ad allontanare.

Non posso dilungarmi oltre, anche se tante altre notizie potrei raccontare! Allo stesso modo, il contenuto delle lettere meriterebbe un “capitolo” a parte.

Zorzoi, piccola frazione di Sovramonte, quasi a ricordare la sua passata grandezza, ha dato le origini a grandi famiglie, sparse in tutto il mondo, alcune delle quali si sono affermate per il loro spirito imprenditoriale.

Della famiglia Dalla Valle, tra le altre, spicca la figura di Benedetto Dalla Valle, grande possidente terriero e allevatore di bestiame, nato nel 1829 e morto nel 1898 a Zorzoi, grande benefattore del paese, come dimostrano le lapidi erette in suo onore nella chiesa della Madonna di Pompei e nel cimitero della chiesa di San Zenone. Quest’ultima, che andrebbe restaurata, recita: 

BENEDETTO DALLA VALLE
MORTO
A LXIX ANNI
IL DI’ 15 APRILE
1898
ZORZOI RICONOSCENTE
POSE

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