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Vittorio Zornitta

“Sono partito da Lentiai nel 1958, a 19 anni, con l’idea di un espatrio provvisorio di qualche anno. Come tutti gli emigranti, ho molto sofferto della perdita subita lasciando parenti, amici e luoghi sacri alla memoria, tanto che per molti mesi, soprattutto alla domenica sera, stentavo a frenare le lacrime. Appena mi è stato possibile, ho aderito alla Famiglia di Parigi e frequentato le serate ed i viaggi organizzati dalla signora Giacomina Savi. Ho avuto la fortuna di lavorare in diversi cantieri dove, fra i tanti immigrati, c’erano diversi italiani ed a volte qualche lentiaiese. Tutti pieni di nostalgia, ma come è noto, “mal comune, mezzo gaudio”. La vitalità della giovinezza ha fatto rapidamente il resto. Non solo l’essere umano finisce per abituarsi a tutte le situazioni, ma il tempo lo aiuta a scoprire che la natura può essere bella ovunque e che, in ogni luogo, c’è gente buona, amichevole, pronta ad accogliere e a stringere con gli altri dei legami di fraterna amicizia. Per essere, per quanto possibile, felici, basterebbe amare il luogo dove il destino ci conduce a vivere e la gente con cui si vive. Anche se non è sempre facile, è la regola che ho cercato di impormi. Per amare, bisogna conoscere. Arrivati al momento del pensionamento con mia moglie ci siamo trasferiti nella sua casa a Saint-Faust, ai piedi dei Pirenei ed a 40 km. da Lourdes. Malgrado la mia naturale timidezza ho cercato di incontrare tutti gli anziani del paese e mi sono fatto raccontare la loro vita. Sono nati due volumi intitolati “Vendanges Tardives”, pubblicati dalla Biblioteca di Saint-Faust. Poi ho interrogato le persone aventi una passione particolare: dalla poesia alla scultura del legno, dalla valorizzazione della lingua locale, il “bearnese”, alla pesca della trota, dalla storia alla commedia, ecc. Ne ho fatto un altro libro in auto edizione , “Vie e Passions”. Ho infine interrogato diversi immigrati di origine italiana e pubblicato le loro storie in “Epousailles d’avenir”, sempre in auto edizione. Ho partecipato ad un pellegrinaggio in Terrasanta e ne ho scritto il resoconto per la quarantina di partecipanti in “Voyage aux sources de la foi”. Tutte cose da poco, ma che mi hanno permesso di vivere con un passatempo interessante, stimolato dal fascino che provo per le storie degli altri, dal desiderio di non dimenticarle e dal non facile confronto con la scrittura” (…).