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Caricati i primi vent’anni della rivista “Bellunesi nel mondo”

Bellunesi nel mondo

Caricati i primi vent’anni di “Bellunesi nel mondo”, la rivista dell’Associazione Bellunesi nel Mondo che, ininterrottamente dal 1966, viene spedita in tutto il globo agli associati Abm. Una delle riviste più storiche della provincia di Belluno e che parla proprio del Bellunese oltre, ovviamente, alle lotte sociali – che hanno visto in prima linea gli emigranti – e alle molteplici attività delle Famiglie Abm e dell’associazionismo in emigrazione.

Tutte le annate sono state digitalizzare, indicizzate e stanno per essere caricate nel database del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia” (www.centrostudialetheia.it).

«Attualmente abbiamo caricato i primi vent’anni – le parole del presidente Abm Oscar De Bona, dal 1966 al 1986».

L’obiettivo è di mettere a disposizione a tutti, on line, la rivista dell’Abm, per permettere a chiunque di fare ricerca, leggere e analizzare il territorio bellunese, il fenomeno migratorio che ha interessato la provincia di Belluno e l’evoluzione dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.

Per fare una ricerca basta visitare il sito www.centrostudialetheia.it e, andando nel campo “cerca”, inserire le parole chiave (es. “bellunesi nel mondo” + “1966”).

“Cerca il tuo avo”. On line il nuovo strumento del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”. Da una ricerca di Luisa Carniel sull’emigrazione bellunese in Brasile caricati i primi 2500 record

In primo piano Patrizia Burigo, vice presidente Abm e, sullo sfondo in video conferenza, il consigliere Abm Luisa Carniel
In primo piano Patrizia Burigo, vice presidente Abm e, sullo sfondo in video conferenza, il consigliere Abm Luisa Carniel

Si chiama “Cerca il tuo avo” ed è il nuovo strumento del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”. Una banca dati in cui saranno riversate le informazioni contenute nei registri parrocchiali della provincia di Belluno. Navigando tra i campi si potrà conoscere data e luogo di nascita dei propri avi, oltre al registro parrocchiale di riferimento. In alcuni casi saranno presenti anche informazioni sulle rotte migratorie: spostamenti, viaggio per mare ed eventuali familiari al seguito.

Il progetto è stato presentato questa mattina presso la sede dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. «Con “Cerca il tuo avo” vogliamo mettere a disposizione una banca dati indispensabile per chi vuole fare ricerca sul fenomeno migratorio bellunese, ma anche per i singoli discendenti desiderosi di ricostruire il proprio albero genealogico o scoprire in quale comune sono nati i propri avi – le parole della vice presidente Abm Patrizia Burigo – certo questo è solo l’inizio. Ci vorranno anni, costanza e pazienza per completare questa banca dati, ma dovevamo partire e così è stato».

L’inserimento dei dati sarà effettuato da volontari formati dal personale Abm e questi opereranno in tutto il territorio provinciale. «La situazione attuale, data l’emergenza Covid-19, non ci permette di affrontare a pieno regime la digitalizzazione dei registri, ma una volta passata questa pandemia l’operatività sarà al 100 per cento».

La banca dati del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia” non parte comunque da zero. Attualmente infatti sono stati caricati oltre 2500 record di capifamiglia bellunesi emigrati in Brasile tra il 1875 e il 1950. Questo grazie al lavoro certosino del consigliere Abm Luisa Carniel che, in videoconferenza, ha illustrato la sua ricerca. «Le schede che ho attualmente caricato nel nostro database – ha sottolineato la Carniel – corrispondono a oltre 2500 nuclei famigliari bellunesi emigranti in Brasile. I campi compilati riguardano nome e cognome del capofamiglia;  soprannome se conosciuto; data di nascita; comune di nascita; località di residenza; anno di emigrazione; anno di morte; numero dei componenti il nucleo familiare; nome del vapore; traversata transoceanica; Stato e località di destinazione in Brasile; fonte; note: paternità, nomi e date di nascita dei familiari partiti in quella circostanza».

La ricerca può essere fatta inserendo, nel campo specifico, il cognome del capofamiglia emigrato, ma anche attraverso il nome, l’anno di nascita, il luogo di nascita o addirittura sommando i diversi campi appena citati.

In questa ricerca la Carniel ha consultato venticinque archivi parrocchiali presenti nelle zone del Feltrino, Valbelluna e Agordino, oltre all’archivio digitale brasiliano “Arquivo Nacional”, che le ha permesso di trovare le liste dei passeggeri dei bastimenti salpati per il Brasile, a partire dal 1876, e l’elenco degli emigranti ospitati presso le hospedarie. La sua analisi si è poi concentrata attraverso la lettura di numerosi volumi, riferiti all’emigrazione in Brasile, presenti nel catalogo della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”.

«Dal mio studio si evince come per oltre il 60% degli emigranti si conosce il nome del vapore che ha permesso loro la traversata oceanica. Alcune curiosità? Il cognomi più diffusi sono Rech, Grando e Bof, mentre l’emigrante più anziano è Gioacchino Rech partito da Belluno all’età di 88 anni».

Questo e molto altro è fruibile on line. Basta entrare nel sito del Centro Studi sulle Migrazioni “Aletheia”. «Abbiamo anche attivato una serie di funzioni – le parole di Marco Crepaz, direttore Abm – affinché tutti i record siano costantemente aggiornati. Per questo motivo in ogni scheda è presente un form in cui si lancia l’invito a inviarci eventuali correzioni o aggiunte da fare. Da sempre la nostra Associazione crede nell’interattività e nella condivisione con i propri soci e, in questo caso, utenti».

«Inoltre – conclude Crepaz – è attiva anche una chat per supportare gli utenti nella loro ricerca in particolar modo riferita ai cognomi. In molti casi infatti il cognome all’estero veniva modificato o storpiato».

Questo il link per accedere direttamente allo strumento “Cerca il tuo avo”: www.centrostudialetheia.it/archivio. Per maggiori informazioni è possibile inviare una mail a: aletheia@bellunesinelmondo.it o contattare gli Uffici ABM al +39 0437 941160.

On line l’annata del 1982 della rivista “Bellunesi nel mondo”

Il numero di dicembre 1982 della rivista "Bellunesi nel mondo"

Continua il caricamento on line delle annate di “Bellunesi nel mondo”, la rivista dell’Associazione Bellunesi nel Mondo attiva dal 1966 anno di costituzione della stessa realtà associativa.

È stata appena messa on line l’annata del 1982. Un anno ricco di attività per le Famiglia Abm all’estero, ma anche per la provincia di Belluno. Un territorio che vuole puntare maggiormente sia allo sviluppo industriale, sia a quello turistico.

Presenti anche due servizi dedicati al pontificato di Giovanni Paolo I e al tormentato confine della Marmolada, tra il Veneto e il Trentino.

Sempre nel 1982 veniva costituita la Federazione Mondiale della Stampa Italiana per l’Emigrazione.

Buona lettura!

Volare bellunese. L’aeroporto di Bariloche

Aeroporto di Bariloche. L'ing. Antonio Dal Mas con Bruna Giacori, alla sua sinistra, e Pier Luigi Pasini, alla sua destra
Aeroporto di Bariloche. L’ing. Antonio Dal Mas con Bruna Giacori, alla sua sinistra,
e Pier Luigi Pasini, alla sua destra

Tutti o quasi conoscono la storia di Primo Capraro, “El Emperador” di una famosa località turistica ai piedi delle Ande soprannominata la Cortina d’Ampezzo del Sud America: San Carlos de Bariloche. E se oggi numerosi viaggiatori da tutto il mondo trascorrono a Bariloche le proprie vacanze, una parte di merito va data agli emigranti bellunesi. Uno in particolare, un ingegnere nato nel 1910 di nome Antonio Dal Mas. Come mai?
Il contesto è questo: negli anni ’40 Bariloche era dotata di impianti sciistici, le sue bellezze naturali attiravano persone sia in estate che in inverno, ma c’era un problema: per raggiungerla servivano due giorni di viaggio da Buenos Aires, distante circa 1.600 chilometri. Non c’erano alternative, bisognava dotarsi di un aeroporto. L’appalto dei lavori venne affidato a un’impresa francese, la Picot, che tra i suoi dipendenti aveva proprio Dal Mas. Le operazioni presero avvio nel 1949. E qui, altro dilemma: la Picot non disponeva di operai specializzati in loco. Quindi? Bisognava assumere emigranti. Da dove? Da Belluno. Dalla nostra provincia arrivarono i tecnici e gli operai che si occuparono delle costruzione.
L’apertura avvenne nel 1953 e fino al 1982 l’opera che collega San Carlos al resto del mondo portò il nome dell’ingegnere che ne aveva progettato e diretto i lavori: il “nostro” Antonio Dal Mas.

Caricati i primi dieci anni della rivista “Bellunesi nel mondo”

Uno dei numeri di Bellunesi nel mondo caricato nel sito Centrostudialetheia.it

Il Centro studi sulle migrazioni “Aletheia” si arricchiste con le prime dieci annate della rivista “Bellunesi nel mondo”. Sono appena stati caricati gli oltre cento numeri che, a partire dal 1966 – ininterrottamente -, sono stati spediti ai soci dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.
E in quei dieci anni (1966-1976) si rivive la storia non solo della “giovane” Abm, ma anche dell’intera provincia di Belluno. Molti, infatti, i temi affrontati: dall’autostrada Monaco – Venezia al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi; dalla carenza del sistema ferroviario Bellunese allo sviluppo turistico del nostro territorio.
Vi è poi un crescendo delle attività delle Famiglie Bellunesi e, attraverso la rubrica Vita Bellunese, si viene a conoscenza di quanto accaduto nelle singole vallate bellunesi.
Per consultare tutti i numeri, attualmente caricati, della rivista “Bellunesi nel mondo” basta visitare cercare, per parole chiave, nella sezione “documenti” all’interno di questo sito.