Candido e Irvana Tonet

Candido e Irvana Tonet si incontrano in Svizzera. Sono entrambi di Pedavena, ma non si conoscevano; è stata l’emigrazione in Svizzera a farli incontrare.
Candido, secondogenito con tre sorelle e due fratelli, era l’unico che aveva studiato, ottenendo il diploma di meccanico. Va per la prima volta in Svizzera nel 1955 e vi ritorna nel 1957. Il papà lavorava come capo in un’impresa che costruiva dighe in tutta Italia, mentre la mamma conduceva una piccola azienda agricola. Anche la madre di Irvana aveva un po’ di campagna, mentre il papà lavorava come birraio nella birreria Pedavena. Aveva quattro sorelle. Dopo la scuola, a 14 anni, dopo aver lavorato dalla nonna, durante la guerra va a Torino presso una famiglia, dove impara bene a cucinare; nel 1957, a 19 anni si trasferisce da una sorella in Svizzera e trova lavoro in una fabbrica di vestiti. In poco tempo impara il tedesco e si trova bene. Dopo un po’ la sorella torna in Italia e lei rimane sola ma, tramite una conoscenza, durante una passeggiata lei e Candido, che già aveva adocchiato la bella ragazza, si incontrano. Nel 1958 ritornano nello stesso treno a Pedavena per festeggiare il Natale in casa e nel 1961 si sposano.
Nel 1963 nasce Sonja e nel 1969 Mario. Quando vanno a scuola i due bambini sono gli unici italiani e vi trovano un ambiente accogliente. Ma i genitori hanno a cuore lo studio dei figli e temono che non avrebbero potuto frequentare le scuole secondarie. Ma i ragazzi fanno corsi di tedesco, riescono bene. Sonja va in America all’università , trova lavoro al Bund e si sposa. Mario prende il diploma di “Electro Meister”. Per entrambi l’Italia è la terra delle ferie dei genitori.
Irvana ha lavorato per 35 anni come responsabile di una filiale della “Micros”, ora è in pensione e le manca il contatto con le persone. Candido è prepensionato, dopo aver lavorato per 25 anni presso una ditta di peneumatici e aver fatto il pendolare. Sono entrambi legati all’Italia e al proprio paese, dove si sono costruiti una casa per il dopo; Irvana, però, pensa di non abitare sempre a Pedavena, perché vuol passare la vecchiaia vicino ai figli. Ha due anime: l’Italia e la Svizzera. Candido è felice di essere italiano. Immagina la vecchiaia a Pedavena con parenti, amici e chiacchierate in piazza e al caffè. In Svizzera gli manca “l’italianità ”.
Silvia Orlando Akagi (trad. Mario Sechi)
(tratto, ridotto e adattato da “Einwanderer” – Maur – Svizzera, 2000)